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"da lontano" Vol. 1

Progetti in trio
2012
da una idea di Mauro Sambo
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Valutazione: / 8
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Recensione

 
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 RECENSIONE DI ROCKERILLA

rockerilla

 


Venezia 18/12/2012
Per capire una parte di questo lavoro, bisogna partire dal presupposto che sono un artista visivo, abituato a lavorare senza pubblico (il pubblico lo affronto nelle gallerie, quando le opere sono già state realizzate). Quando suono, solo con poche persone mi trovo a mio agio sul palco, non dipende da loro, ma dal mio essere “solitario”, ho bisogno di suonare con persone che “conosco”, questo è uno dei motivi della mia necessità dei dischi in solo.

Esistono poi delle persone (preferisco persona a musicista) con cui scatta una “vicinanza” dettata dalla stima per la qualità del loro lavoro e per la loro “moralità” nel sentire il mondo.

 

Questo lavoro nasce “da lontano”, nasce perché in questi anni mi sono trovato in sintonia con persone “distanti”, persone che ho conosciuto senza mai (o quasi) aver incontrato, musicisti talmente vicini al mio modo di sentire (nonostante ci sia una notevole diversità di formazione e di visione) da decidere di fare delle cose assieme.

Per questo primo volume volevo due sassofonisti, Marco Colonna e Marco Visconti, l’idea iniziale era di “farli suonare assieme”, ho chiesto di inviarmi dei file audio, lasciando ampia libertà di lavoro (la cosa essenziale era non metterli in contatto tra loro), quando ho ricevuto i file mi sono accorto che era nettamente più interessante lavorare su un singolo musicista (solo nel terzo brano diventiamo un trio), in questo primo volume ho deciso di far suonare Colonna con Colonna (il secondo prevede Visconti con Visconti), avevo il benestare di Marco di usare i suoi suoni come volevo, la sua fiducia era per me essenziale.

Sia nel mio lavoro visivo che in quello legato al suono ogni singolo pezzo è unito e forse anche vincolato agli altri, nel visivo non è un caso che lavori per serie e all'interno della serie ogni pezzo è sì autonomo ma a ben vedere non può essere letto completamente senza una visione globale della serie. Questi pezzi non differiscono dalla mia idea "visiva", sono autonomi ma appartengono a una visione più ampia del lavoro, la cosa che trovo interessante perché legata al mio approccio concettuale all’opera è che la parte elettronica, è elettronica fino a un certo punto (solo nel trio uso un programma di drum machine per dare serialità ritmica, anche se poi la mia inquietudine mi porta a modificarla continuamente), la maggior parte dei suoni sono i suoni dei fiati di Marco e Marco stravolti a tal punto da diventare suoni altri, oppure suoni acustici che ho registrato (gong, contrabbasso...) e resi "elettronici". Il lavoro di post produzione è stato “faticoso”, ma sono convinto che solo dalla fatica possano nascere cose interessanti…

 

 


 

RECENSIONE DI BLOW UP

blow up recensione da lontano

Data inserimento: Giovedì, 03 Gennaio 2013

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